Quelli che…ti piace vincere facile?!
aprile 1, 2009
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Ci sono partite che è bene ricordare, match in cui impieghiamo al massimo le nostre capacitè e dove spesso non conta il risultato, ma il solo fatto di aver giocato incontri del genere, di aver sudato ogni punto come se fosse l’ultimo e di aver avuto un pubblico, avversario o meno, capace d’incitare le giocatrici sempre rispettoso della squadra ospite, rendono ogni sforzo degno di essere compiuto e ti lasciano addosso la sensazione positiva che ogni sport giocato ai nostri livelli dovrebbe lasciare, ossia che non importa vincere, ma l’importante è esserci state.
L’incontro contro il Carru’ non è stato niente di tutto questo o per meglio dire è stato l’esatto opposto.
La formazione del Centro Storico ha subito il peggior danno che una sestetto di pallavolo può affrontare, l’infortunio del suo palleggiatore e davanti all’improvvisa mancanza della giocatrice forse più fondamentale, niente è valso il tentativo di rinvio. Il Carrù ha voluto giocare l’incontro ad ogni costo e avvalendosi della possibilità di non accontentare le nostre richieste si è trovato davanti una squadra totalmente fuori formazione e assolutamente non in grado di affrontare una qualsiasi partita.
Il risultato facilmente prevedibile ha consegnato i tre punti in palio al Carru’ che ha sicuramente adottato la scelta tattica “migliore” ; rinviando l’inontro infatti, si sarebbe trovato di fronte una squadra che avrebbe dato vita a tutt’altra partita, prendendo d’esempio le vittorie per tre a zero di qualche settimana prima contro il Cervere e il Fossano.
Ma la storia non si fa con i “se” e quindi non rimane altro che commentare un match che vogliamo dimenticare il più in fretta possibile visto che da ricordare non ha nulla di buono.
Il primo set inizia con le nostre ragazze disposte in campo accantonando la classica formazione del pallegiatore unico essendo il nostro unico palleggiatore infortunato in panchina; il gioco è disordinato, ma fino a metà punteggio il Carrù sembra in altrettanta difficoltà. A lungo andare però la formazione dell’ultimo minuto non può fare molto e il set lo consegnamo a malincuore alla squadra locale, come il secondo.
Nel terzo parziale però riusciamo a dare un po’ di vita al nostro gioco e con qualche alzata di fortuna gli attacchi riescono per un attimo a girare; l’orgoglio del Centro Storico sembra essere più forte della nostra sfortuna e così facendo almeno un set possiamo dire di averlo vinto, contro ogni prospettiva.
Il quarto ed ultimo parziale rappresenta invece il trionfo del Carrù, che può dire di aver sconfitto una squadra senza palleggiatore, vale a dire una formazione di calcio senza il portiere.
Tralasciando tutto il negativo che il dopo partita ci ha riservato, dettato sicuramente dal nostro nervosismo per una partita che sa di furto e da un pubblico non proprio sportivo, voglio rettificare sul fatto che non c’è stato nulla di buono: volendo trovare l’aspetto positivo si può riferire al fatto che nonostante le difficoltà, la formazione del Centro Storico è rimasta unita, ha stretto i denti e ha fatto Squadra, con la S maiuscola.
P.L.
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